L’infinito delle onde nasce dall’incontro tra musica e poesia, ispirandosi alla sezione conclusiva di Parole di mare, poesia di Chiara Carminati, contenuta nella raccolta Poesie per aria, pubblicata da Topipittori.
Il dialogo tra parola poetica e linguaggio musicale affonda le proprie radici in una lunga tradizione, che trova nel periodo barocco alcuni dei suoi esempi più significativi. In questo orizzonte si colloca il riferimento fondamentale per la compositrice: Giuseppe Tartini, il violinista e compositore settecentesco che affidava a incipit poetici l’introduzione di numerose sue composizioni, creando una soglia letteraria capace di orientare l’ascolto e suggerire un orizzonte espressivo. Riprendere oggi questa pratica significa raccoglierne l’eredità, lasciando che la parola non si limiti ad accompagnare la musica, ma ne illumini le risonanze e ne dischiuda le possibilità immaginative.
In L’infinito delle onde, i versi di Chiara Carminati aprono uno spazio in cui il mare diventa voce, canto e presenza viva: un interlocutore capace di rispondere a chi gli si rivolge. La poesia si fa così soglia d’accesso all’ascolto, invito a lasciarsi attraversare dal movimento delle onde e a percepire l’infinito che si cela nel loro continuo andare e venire.
Il brano viene presentato in prima esecuzione assoluta il 25 ottobre 2026, interpretato dal dèdalo ensemble sotto la direzione di Vittorio Parisi, con Michela Dapretto al violino, Carlo Costalbano alla viola, Matteo Zurletti al violoncello e Silvia Giliberto al pianoforte.
La citazione poetica è stata autorizzata dall’autrice e dalla casa editrice Topipittori.
Testo poetico di riferimento
«[…] il mare che sussurra
come canto di sirene
la sua voce verde e azzurra
la sua voce che va e viene
e se parli ti risponde
l’infinito delle onde.»
— Chiara Carminati, Parole di mare, in Poesie per aria, Topipittori
#DèdaloEnsemble #MusicaContemporanea #PrimaEsecuzioneAssoluta #GiuseppeTartini #MusicaEPoesia
