Julius Heller, un immigrato musicale a Trieste

Il 26 giugno 1901 moriva a Trieste Julius Heller, musicista di altissima levatura che aveva scelto nel 1858 Trieste come sua patria d’elezione.

Nato a Lehota – comune che oggi è in Slovacchia, vicino a Bratislava –  nel 1839, Julius Heller viene variamente definito come austriaco, boemo e ungherese. La sua parabola di vita si concluse a Trieste, dopo che il 13 aprile 1898 subì un attacco cardiaco che lo lasciò senza forze.

La sua formazione musicale ha avuto l’impronta della grande scuola viennese di Georg Hellmesberger sr. e proprio a Vienna ha iniziato la sua carriera d concertista, un carriera che lo ha portato in varie città italiane, come Venezia, Milano, Torino e Genova, per poi trasferirsi nel 1858 in pianta stabile a Trieste, una città portuale che stava vivendo un notevole sviluppo.

Il suo trasferimento a Trieste, ha coinciso con la trasformazione nel 1859 dalla Società musicale in Schillervereinassociazione, quest’ultima, che assunse l’eredità materiale (mobili e strumenti) e spirituale della precedente Società. Sotto la guida di Julius Heller lo Schillerverein continuò con slancio l’opera di educazione musicale della società triestina.

 

Il ricordo di Julius Kugy

 

Così lo ricorda Julius Kugy, musicista e alpinista triestino, nelle sue memorie:

A Trieste, lo Schillerverein era il luogo d’incontro di tutti i tedeschi, che  quel tempo erano molto numerosi, per cui in qualche periodo i soci furono anche duemila. Gli scopi del circolo erano la vita di società, l’incitamento all’amore per la letteratura e la musica […] Le manifestazioni musicali erano in mano a uno dei più geniali musicisti che io abbia mai conosciuto, Julius Heller. Egli era stato scolaro di Hellmesberger, un direttore d’orchestra e violinista che avrebbe potuto raggiungere una fama mondiale se non avesse incominciato troppo presto a trascurare la sua tecnica meravigliosa. Aveva una mente splendida, uno spirito scintillante ed una cultura vastissima; aveva letto molto, esprimeva giudizi chiari ed esatti, con una grande esperienza di vita e una regale sicurezza. E’ stato divino interprete di Beethoven. Ho ascoltato quasi tutti i grandi violinisti del mio tempo, ma nessuno mi ha commosso più di lui con l’esecuzione dei quartetti di Beethoven e dello splendido concerto per violino.

Heller fu il principale organizzatore e anche il direttore dell’oratorio Paulus di Felix Mendelssohn Bartholdy, seguirono una rappresentazione di Die Schöpfung di Haydn il 26 aprile 1867 al Teatro Armonia, il più elegante teatro triestino dell’epoca, e poi, tra il 1869 e il 1870, numerosi concerti beethoveniani per celebrare il centenario della nascita del compositore.

 

Heller a Lubiana 

 

Anche la Società Filarmonica di Lubiana volle testimoniare la sua attenzione per il suo più importante membro onorario con ben due concerti il 12 e 13 novembre 1870. Per l’esecuzione vennero invitati cantanti e orchestrali anche da fuori Lubiana. I cantanti lubianesi erano 60 (di cui 40 uomini), 40 maschi e 12 femmine arrivarono da Celje, sette cantanti da Kočevje, due sia da Trieste che da Maribor e tre cantanti da Gorizia. Tra i raggiungimenti artistici della manifestazione ci fu esibizione di Julius Heller come solista al violino. Un critico anonimo scrisse nel Laibacher Zeitung:

Den Glanzpunkt des Concertes bildete aber unstreitig des Violinkoncert, vorgetragen von Herrn Heller. Wir haben in Herrn Heller einen vollendeten Künstler kennen gelernt. Diese Leichtigkeit des Bogens, diese Reinheit, Klarheit und Schmiegsamkeit des Tones, diese perlende Anmuth der Passagen können nur die Resultate eines ausgebildeten großen Talentes sein. (Laibacher Zeitung, no. 260, 14 novembre 1870, 1865–66.)

(traduzione: Il momento culminante del concerto è stato senza dubbio il concerto per violino eseguito da Heller. In Heller abbiamo conosciuto un artista consumato. La leggerezza dell’arco, la purezza, la chiarezza e l’elasticità del timbro, la grazia scintillante dei passaggi possono essere solo il risultato di un grande talento formato.)

Il 13 febbraio 1883, Heller diresse la prima triestina della Sinfonia n. 9 di Beethoven al Teatro Politeama Rossetti di Trieste. Il concerto ebbe un tale successo che dovette essere ripetuto. Una parte importante dello Schillerverein era il Gesangverein, fondato nel 1885 come società indipendente, con Alexander Wheelock Thayler (1817-1897), console americano a Trieste e uno dei primi biografi di Beethoven, come presidente.

Il 5 mag­gio 1890 Heller organizzò al Politeama Rossetti un grande concerto vocale e stru­mentale, con la partecipazione del pianista Josef Zohrer e il ricavato venne destinato alla fondazione del Beethoven-Haus di Bonn. Fu grazie a questo gesto che Trieste potè unire il proprio nome all’ elenco dei soci fondatori della grande istituzione bee­thoveniana.

 

Il Quartetto Heller

 

L’attività musicale di Heller aveva avviato a Trieste anche un’importante impronta cameristica, sia in duo con il pianoforte, ma soprattutto con il Quartetto Heller, una formazione che nel corso degli anni vide l’avvicendamento di diversi membri, ma di cui si ricorda soprattutto quella formata da Heller, Alberto Castelli, Carlo Coronini e Carlo Piacezzi.

Julius (Giulio) Heller è oggi uno dei grandi musicisti dimenticati, ma a lui si deve soprattutto la forte tradizione cameristica, culminata nel Trio di Trieste.

Qui sotto il Quartetto no. 1 op.  19 di Ferruccio Busoni, dedicato a Julius Heller.

 

 

Chi volesse saperne di più della Trieste cosmopolita di fine Ottocento e inizi Novecento, può leggere il mio articolo di oramai tanti anni fa, pubblicato da Choralia. Questo il link!

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